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6 anni di Tube Cult Fest: ce ne parla il suo creatore Davide Straccione [intervista].

16 Apr , 2014  

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Portiamo i nostri rispetti a mister Davide Straccione, front-man degli Zippo e creatore del Tube Cult Fest, il festival più rumoroso dell’Adriatico: stoner, doom, hard’n heavy rock, sludge e altri generi ad alti decibel sono i suoi connotati. Venerdì 18 aprile e Sabato 19 aprile sono i suoi giorni di vita.

Ciao Davide, ma dopo 6 anni di Tube Cult Fest la città di Pescara e l’Abruzzo come hanno recepito il verbo tubcultiano e le sue assordanti proposte musicali?
Sto ancora cercando di capirlo. L’iconografia del valvolone sta entrando piano piano nell’immaginario collettivo, il nome è sulla bocca di tutti ed è in costante crescita, ma solo i più audaci osano addentrarsi tra chitarroni distorti e ritmi ossessivi, perché se non si è avvezzi c’è il rischio di bruciarsi. Il festival è stato per le prime 4 edizioni totalmente gratuito, ma crescendo sono cresciute anche le spese, ed ora è impensabile pagare le band solo spillando birrette. Pescara è estremamente fortunata ad avere il Tube Cult Fest, solo che non lo sa.

 

Non capire il Tube Cult Fest è un problema di spazio: quale sarebbe la location dei tuoi sogni per il Fest a Pescara?
Un posto come l’ex Cofa sarebbe uno spazio incredibilmente valido per un festival del genere, ma viviamo in una città che non sfrutta appieno le proprie potenzialità. Un posto del genere in qualsiasi altro Paese d’Europa sarebbe considerato un bene prezioso, verrebbe recuperato/valorizzato (mai sentito parlare dei Ruins Pub a Budapest?), ma non qui: più ponti, più rotonde, meno centri di aggregazione. Tuttavia la possibilità di fare il fest in 2 locali adiacenti è una cosa totalmente in linea con gli altri festival europei, e mi piace molto la dimensione intima che si instaura in questi casi, in locali di piccole dimensioni. I fan devono poter conoscere le band, parlare con loro, berci una birra insieme, far conoscere loro la centerba, e questa dimensione lo consente ampiamente. Ah, se solo fosse ancora aperto il mitico Mono Spazio Bar, sarebbe stata una triangolazione davvero malvagia.

 

Orange rock cafè e Maze: come hai convinto i proprietari di questi due locali a ospitare il festival più rumoroso dell’Adriatico?
Non ho dovuto convincere proprio nessuno. Sono un frequentatore di entrambi i locali situati in Via Nazario Sauro, e quando ho esposto il mio progetto è stato subito approvato a pieni voti. C’è da dire che all’Orange il Tube Cult Fest è nato quindi non avrei mai accettato un “no” come risposta. Il festival ha visto un evoluzione nel corso degli anni che l’ha portato ad ospitare band del calibro di Karma To Burn, Los Natas, Ufomammut, Kongh; e la line-up di quest’anno spacca il culo.

 

Adesso parliamo di cose serie: ci puoi svelare la scaletta che gli Zippo suoneranno sul palco del Fest?
Pezzi tratti da tutti i nostri album, con particolare attenzione per “Ode To Maximum”, il nostro album di debutto, che presentammo proprio all’Orange nel 2006. Alcuni di quei pezzi li suonavamo già 10 anni fa e il nostro pubblico li apprezzerà certamente. Cazzo, suoniamo insieme da 10 anni, come passa il tempo.

Supereroi contro gli stereotipi: quali stereotipi vengono appioppati al Tube Cult Fest e quali stereotipi tentate di combattere con la vostra iniziativa?
Non saprei quali stereotipi ci vengono appioppati a dire il vero. Il Tube Cult Fest dimostra come un’area tendenzialmente periferica per i concerti e arida di band internazionali, possa ospitare un festival del genere. Verrà gente da tutta Italia e questo per me è motivo di orgoglio, non ho alcuno stereotipo da combattere.

 

Mi puoi fare la parodia dello spettatore tipo del Tube cult Fest?
La musica unisce così tante persone differenti che è difficile delineare uno spettatore tipo. Puoi trovare il metallaro col chiodo e la t-shirt sdrucita di una di quelle band dal logo illegibile, il tipo hippie-friendly coi pantaloni a zampa e la camicia a fiori, quello con la camicia a quadrettoni e dalla possente barba, l’avventore casuale che presenta una serie di variabili altrettanto casuali; una cosa è certa, durante Singata dei Samsara Blues Experiment staranno scuotendo tutti le rispettive teste a sincrono. La musica heavy mette tutti sullo stesso piano.

Puoi fare un’affermazione che ferisce il tuo orgoglio di organizzatore del Tube Cult?
“Scusa, ma è inclusa la consumazione?”

Partendo dal presupposto che tu per noi rappresenti l’heavy rocker “duro e puro”: puoi fare un’affermazione che spacca il tuo cuore di metallaro?
“Tagliati la barba!”

Grazie Davide per aver risposto alle nostre domande, ci vediamo sotto il palco del Tube Cult, se vuoi confermare la tua volontà di metterci nella lista accrediti, basta che batti una volta le mani.
Un fragoroso “Clap!”

 

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Che cos’è un “Selfie per il Tube Cult Fest”?

8 Apr , 2014  

Tube Cult Fest

– Che cos’è un “Selfie per il Tube Cult Fest”? – mi ha chiesto uno dei collaboratori di Subcity. – Un contest che abbiamo organizzato col Tube Cult Fest per regalare tre ingressi al festival– – Ma state fuori, avete chiesto a dei metallari-stonerbestie di farsi dei selfie, quelli se vi incontrano per strada vi tagliano la coccia con le corde affilate delle loro Jackson? –

Questo mi son sentito rispondere da un mio collega subcitiano quando gli ho detto del concorso “Un selfie per il Tube Cult Fest”. Un’affermazione perfetta per ribadire lo stereotipo del metallaro birromane e truculento, e per farmi pronunciare la domanda “Ma perché i metallari esistono ancora?”. “Si che esistono”, ha risposto il mio caro collega, e amico “ma non esistono più i buon vecchi metallari di una volta, quelli che il pop è una bestemmia e ruttare una dichiarazione d’amore, quelli che i capelli lunghi me li lavo col balsamo e i pantaloni sono solo strettissimi, eccetera eccetera”. Dopo questo scambio di battute siamo ancora più convinti del nostro contest e del suo rompere gli schemi. Sapevamo che sarebbe stato difficile far digerire a degli amanti del metallo pesante una pratica proveniente da minchiosissime tendenze da social network. Abbiamo voluto sfidare la sorte, e lo stereotipo, lasciando che gli heavy selfie sarebbero venuti a noi. E poi, mi domando, se un metallaro di quelli oldies può fregiare il suo chiodo o giacca jeans con un meme ante-litteram quale Eddie degli Iron Maiden, non vedo perché  non possa sbracarsi schernendo la pratica mainstream e idiota del selfie con le facce più dissacranti e idiote che possano venirgli in mente. In palio, non dimentichiamolo, ci sono i biglietti del Tube Cult Fest, mica mare, mojito e reggaeton.

Che cos’è il Tube Cult Fest?

Un festival che ha voluto rompere col silenzio in cui sonnecchiava la scena heavy rock e stoner abruzzese. Un’iniziativa partita dalla stoner band Zippo e dal suo front-man Davide Straccione per rompere l’assordante e provinciale silenzio in cui era addormentata la scena heavy pescarese e abruzzese. Pescara, secondo i creatori del Tube Cult,  doveva sturarsi le orecchie a suon di orange e uscire da quell’anonimato musicale in cui tutti i malati di musica heavy, e non solo, tendevano a collocarla. Missione compiuta? Direi di si, visto che negli anni il Fest ha ospitato gli Ufomammut e  i Karma to Burn, tanto per dirne due. Oltre a questi illustri spaccatori di timpani, abbiamo avuto gruppi, come gli stessi Zippo, cresciuti a pane e Tube Cult che adesso dividono importanti palchi internazionali, tra cui quello del Desert Fest, con mastodonti del genere quali Orange Goblin, Karma to burn, Zu, Ufomammut, Colour Haze.

Una guerra contro il provincialismo sordo combattuta a suon di decibel.

Il Tube Cult ha vinto sei battaglie, una più ardua dell’altra e, tolta la ritirata strategica del 2013, anno in cui i suoni elefantiaci del Fest sono rimasti seduti, ha vissuto un crescendo. Quest’anno gli abitanti della zona tra Maze e Orange hanno già prenotato la visita dall’otorino, terrorizzati dalla possibile sordità. I più temuti dai padiglioni auricolari di tutta la città, e oltre, sono i Whitehorse, band australiana definita da Davide Straccione come la “nuova unità di misura” per calcolare i picchi di decibel, non quelli che superano le soglie consentite dalla legge, ma quelli che vanno oltre i limiti della sopportazione umana. Oltre a questi cavalli furiosi avremo i Samsara Blues Experiment, e tanti altri, i cui nomi troverete fra un paio di righe. Per gli ascolti vi consigliamo il sito ufficiale del festival, lì troverete tutto quello che vi serve, nel frattempo vi lasciamo con un brano spacca chiappe e con la certezza che voi, metallari o no, sto Selfie per vincere gli ingressi gratuiti al Tube Cult siete già corsi a farvelo.

 

Programma

SAMSARA BLUES EXPERIMENT (Berlino, GER)
heavy-psych combo berlinese

Sabato 19 aprile 2014 –  Orange Rock Café, Pescara

WHITEHORSE (Melbourne, AUS)
Bestia proviene dall’Australia

Sabato 19 aprile 2014 – Orange, Pescara

GLITTER WIZARD (San Francisco, USA)
Garage/glam/prog/psychedelic/retro-rock band più pazza d’America.

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

ZIPPO (Pescara, IT)
Dieci anni e non sentirli

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

MOMBU (Roma, IT)
Mostruoso duo Voodoom

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

CARONTE (Parma, IT)
Il lato oscuro del doom

Sabato 19 aprile 2014 – Orange, Pescara

ZOLLE (Bruzzelle, IT)
Ultra Heavy Rock dalla Longobardia (non chiamatelo sludge per favore)

Venerdì 18 aprile 2014 – Maze, Pescara

HAW (Budapest, HU)
Bestie da soma istruite

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

THE WHIRLINGS (L’Aquila, IT)
L’anima sensibile dello stoner rock

Sabato 19 aprile 2014 – Maze, Pescara

NAGA (Napoli, IT)
La muta del serpente è completata

Venerdì 18 aprile 2014 – Orange, Pescara

SONS OF REVOLUTION (Teramo, IT)
Rivoluzione Rock Blues

Venerdì 18 aprile 2014 – Maze, Pescara

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