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Streamers, uno sguardo inedito sul periferico: Pescara, Rancitelli e la camera car.

20 Set , 2014  

periferie-Pescara Portanuova-Rancitelli

“Periferia vuol dire stare fuori, al contorno di, al limite, ma in realtà questa parola ha un valore soprattutto sociologico, economico, politico e più che affermare un messaggio positivo sembra affermarne uno negativo. Periferia, infatti, è altro rispetto alla città, è altro rispetto ad una condizione di abitabilità e di vita sociale.”

Questo vuole raccontarci The Streamers (La città invisibile), cortometraggio girato nel 2005 da Bruno Imbastaro e spunto per il dibattito che si terrà oggi, Sabato 20 Settembre, all’Aurum di Pescara, alle ore 18. In occasione delle 31° Giornate Europee del Patrimonio si propone un tema affascinante attraverso una “suggestione filmata” del Quartiere 3, la Rancitelli dalla cattiva nominata, e visuali della zona della fonderia Ex-Camplone, in fase di riqualificazione.

“Eppure accade oggi che, la cosiddetta periferia, dia l’avvio a nuove progettualità, al di fuori degli schemi consueti e divenga spunto di uno sguardo inedito sul quotidiano“: con questo punto di vista si aprirà il dibattito a seguito della proiezione del cortometraggio, uno spunto per la progettualità futura e un gesto d’amore verso i luoghi altri dal centro città concepite come luoghi dal potenziale inespresso piuttosto che come zone degradate. Le periferie appartengono all’immaginazione dei suoi amanti, a tutti quei viaggiatori urbani capaci di guardarle con gli occhi del sentimento e di scorgere quella bellezza interiore che solo l’amore rivela. A ognuno la sua periferia, quindi, e ognuno ha la libertà di immaginarla e viverla senza costrizione, a differenza dei centri città, luoghi dal significato potente e dall’interpretazione univoca.

Interverranno sul tema Bruno Imbastaro, fotografo e filmaker, Massimo Palladini, architetto e coordinatore area Chieti-Pescara della Sezione Abruzzo-Molise dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, Rashid Uri, artista e ideatore di Ultrastudio, Ivan D’Alberto, storico dell’arte e giornalista Juliet Art Magazine e, dulcis in fundo, noi di Subcity, chiamati a portare la nostra esperienza di reporter e osservatori del lato inedito del nostro territorio e delle Subcittà

 

 

 

 

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Itinerari urbani: Pescara, la Città Satellite o San Donato, questo è il dilemma.

8 Nov , 2013  

Pescara-il-treno-di-via-Rubicone

Itinerari urbani verso la città Satellite per entrare in quel di San Donato, periferia ovest di Pescara.

La città satellite è un quartiere della zona ovest di Pescara chiamato così perché pensato come una città nella città, strettamente dipendente dal centro cittadino. La zona è conosciuta ai più come San Donato, denominazione che deriva dal colle che si interpone tra la città satellite e San Silvestro. L’area ha tutte le fattezze del quartiere popolare, e negli anni è divenuta terra di leggende metropolitane e murales di Dizney consumatisi troppo presto. Se siete dei veri non turisti sicuramente adorerete i suoi scorci grigio – screpolato da periferia urbana, popolata da lunghe file di palazzoni, dalle forme singolari, capaci di ospitare un numero apparentemente illimitato di abitanti. Se siete dei veri non turisti saprete camminare in questo rione senza dare troppo nell’occhio.

Venendo dal Palazzo Fater, attraverserete una rotonda, posta nel bel mezzo di via Rio Sparto, per approdare sull’altra sponda del nostro viaggio, traghettati nel rossore dei palazzi in serie del quartiere satellite. Sulla vostra destra troverete dei porticati con bar, cartoleria e fioraio e sulla vostra sinistra potrete ammirare l’architettura necessaria della chiesa di San Gabriele, finita di costruire nel 1966 su progetto dell’Arch. Francesco Speranzini.

L’edificio ecclesiale di San Gabriele fa parte, a mio avviso, di una di quelle tante chiese costruite nelle periferie delle città ed estremamente utili alla comunità, ma poco propense a finire sulle foto delle cartoline o sui libri di architettura. In ogni modo non si possono ignorare o disprezzare queste costruzioni necessarie alla vita della comunità e all’inclusione sociale dei suoi membri, quindi, se volete rafforzare la vostra sensibilità di non turisti, e la vostra capacità di trascendere la piatta facciata della cose, rivolgete uno sguardo bonario a questa chiesa, memore degli amori e delle morti degli abitanti del quartiere.

Uscite dal giardinetto della chiesa di San Gabriele e riprendete la vostra strada verso sinistra, per poi imboccare la prima strada a sinistra, rispondente al nome di via Rubicone, sulla vostra sinistra si snoda il treno, costruzione mitica costituita da un’infinità di alloggi popolari in sequenza, decisamente somiglianti ai vagoni di una treno.

Questo è il cuore del quartiere San Donato, luogo in cui avreste potuto incappare in brutti incontri, alcuni anni fa, non che adesso sia consigliabile girarci dopo la mezzanotte, oppure dando nell’occhio con atteggiamenti da “guappo” o da curioso, ma non me la sento di sconsigliarvi questa zona per un eccesso di fifa o di prudenza perché, per ogni suo abitante poco avvezzo alla legalità, ci sono almeno dieci rispettabilissimi cittadini che vivono in questi palazzi, onesti lavoratori e lavoratrici, madri e padri di famiglia.

Dopo aver percorso tutta via Rubicone ed esservi lasciato alle spalla l’ultimo vagone del treno, girate a sinistra e, dopo aver superato un chiosco di giornali, svoltate a destra, per immettervi di nuovo in via Rio Sparto, diretti verso la Cittadella Giudiziaria, penultima tappa di questo itinerario urbano della parte più a ovest di Pescara Portanuova.

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